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Al referendum del 17 aprile che chiede di abrogare l'articolo 6 della Legge di Stabilità che permette di estrarre petrolio fino all’esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia, è assolutamente necessario votare sì. Dobbiamo far sentire la nostra voce, nonostante gli inviti, più o meno subdoli all'astensione da parte del governo (suona strano e preoccupante, che unl capo del Governo inviti i cittadini a non praticare il loro diritto-dovere di voto!) E' anche vero che per essere credibili, per dare maggiore voce al nostro voto, dobbiamo accompagnarlo da scelte personali, di una certa coerenza. Andare a votare col Suv e poi bere da una bottiglia di plastica appena comprata, sarebbe come minimo ipocrita. Questo referendum porta con sé una questione di coscienza. Votar sì e poi continuare a consumare metano e petrolio secondo stili di vita consumisti, vuol dire che non vogliamo le trivelle nel nostro mare ma ne vogliamo eccome nel mare altrui. Nel Delta del Niger interi villaggi sono stati devastati dal'inquinamento dovuto alle fuoriuscite del petrolio, perdendo le loro tradizionali fonti di sostentamento. Anche l'astensionismo è una scelta di comodo. Pensano: "Non mi esprimo su una cruciale scelta nazionale, così non devo mettere in discussione le mie scelte personali. Accetto lo status quo, dove ci sto comodo, anche se questo implica sofferenza e disastri per il resto del mondo..e nel futuro per i miei figli." Non è un gran modo per essere cittadini responsabili. Così nelle nostre vita continueremo a produrre tonnellate di rifiuti, ad usare plastica usa e getta, a comprare cibo industriale, che viene da lontano, iperimballato, ad alzare i condizionatori d'estate e riscaldare a palla le nostre belle case d'inverno, ad andare in auto, o aereo, dove ci porta il cuore (o il lavoro), a cambiare smartphone ogni anno, ad avere impronte ecologiche devastanti, a non chiederci mai se c'è un'alternativa, a pensarla, progettarla, provare a metterla in pratica.
A queste cose bisogna pensare, non bisogna solo aspettare che tutto cali dall'alto, non bisogna aspettare, mano in mano (o peggio mani al volante) che lo Stato cambi politica energetica. Siamo noi, in prima persona a dover fare un passo. Occorre votare sì, e poi fare un piccolo passo, ogni giorno, per migliorare e ridurre il nostro stile di vita. Non vuol dire che o si fa tutto o non si fa niente. Ognuno sa in coscienza quali spazi ha di miglioramento. Ovviamente qualche piccolo/grande sacrificio tocca farlo. Io mi dico sempre, fino a 40-50 anni fa quasi nessuno aveva l'auto eppure la gente viveva lo stesso, sapeva ugualmente gioire (e forse di più). I partigiani hanno addirittura liberato l'Italia a piedi o in bicicletta.
Usare energie solare, provare forni solari, abbassare riscaldamenti d'inverno, fare a meno dei condizionatori d'estate, installare pannelli solari, fotovoltaici, o se non è possibile abbonarsi a gestori che danno energie al 100% rinnovabile (noi siamo collegati a Retenergie e stiamo pensando di mettere piccoli pannelli solari per l'acqua calda nel nostre terrazzino, anche se non è facile perché siamo in affitto).
Dice Alex Zanotelli: "la ragione fondamentale per votare SI’ è ,che se vogliamo salvarci con il Pianeta, dobbiamo lasciare il petrolio ed il carbone là dove sono, cioè sottoterra! Il Referendum ci offre un’occasione d’oro per dire NO alla politica del governo Renzi di una eccesiva dipendenza dal petrolio e dal carbone per il nostro fabbisogno energetico. Gli scienziati ci dicono a chiare lettere, che se continuiamo su questa strada, rischiamo di avere a fine secolo dai tre ai cinque centigradi in più. Sarà una tragedia!"
Questo il mio appello: votiamo sì e proviamo, goccia dopo goccia a introdurre miglioramenti nei nostri stili di vita. Con radicalità o con moderazione, non importa, l'importante è iniziare, con onestà.
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sabato 19 marzo 2016
REFERENDUM TRIVELLE: un sì dovuto e un ripensamento ai nostri stili di vita
lunedì 29 febbraio 2016
Sfuso: ecco i rimedi contro le aflatossine e le farfalline.
Sempre più casi di aflatossine nella pasta con grano importato: sono i lunghi tempo di stoccaggio, le lunghe distanza (vengono da Oltreoceano), le coltivazioni in temperature fredde e umide, solo alcuni fattori che predispongono all'aumento di aflatossine. La Coldiretti chiede più rigore nelle etichette, perché la gente possa sapere da dove viene il grano della pasta che compra. Secondo noi occorre anche privilegiare un modello di filiera corta, biologica, che riduce l'impatto sull'ambiente (con minori trasporti, minori imballi e nessun uso di pesticidi). I nostri produttori locali di farina e cereali, riducono il rischio di aflatossine facendo rotazioni molto ampie. Le derrate vengano da subito stoccate ben secche, già pulite da polveri e impurità. in un luogo freddo e asciutto in sacchi traspiranti con trappole x insetti e topi. I legumi dopo la pulitura vengono abbattuti termicamente per piu di 20 gg a meno 20 in modo da uccidere le larve del terribile tonchio, l'incubo degli stoccaggi, e anche questo aiuta da subito a iniziare l' anno di stoccaggio "puliti". Le piccole produzioni hanno stoccaggi che durano solo pochi mesi. Il problema è maggiore nelle grandi derrate che spesso stanno stoccate davvero molto tempo.
Riassumendo: la prevenzione inizia in campo con pratiche agronomiche corrette, semenze non contaminate e varietà resistenti a determinate patologie e pratiche di pulitura e stoccaggio corrette, stoccaggio "breve".
In casa, sempre partendo da materiale incontaminato, il problema arriva con il caldo. Il consiglio è di stoccare tutto in una stanza fresca, asciutta, ventilata, i cereali e legumi devono essere in sacchi puliti e ben traspiranti,oppure in barattoli di vetro chiusi. consiglio anche zanzariere alle finestre e trappole per le farfalline. Non dimentichiamoci che le farfalline possono contaminare anche pacchi di pasta o cereali imballati! Il problema non è solo dello sfuso. Nella mia esperienza personale, ho trovato più spesso farfalline quando avevo una miriade di pacchetti che rimanevano semi aperti negli scaffali, mentre ora
tutto è ben chiuso in sacchi di carta o conservati in barattoli di vetro.
D'estate, per chi ha la possibilità il consiglio è lo stoccaggio in frigo.
Ma cosa fare quando si trovano farfalline in un sacco di legumi, cereali o frutta secca? Non buttate via tutto! Potete metterlo qualche settimana in freezer chiuso in un sacco di plastica per circa 2 settimane, Quando li tirate fuori, vedrete che i parassiti saranno morti, a quel punto setacciate bene e la merce dovrebbe essere pulita. Se avete legumi secchi del vostro orto o di un contadino vi consiglio sempre di refrigerare prima di mettere in dispensa.
Rimedi naturali per tenere lontane le farfalline dalle dispense:
-foglie di alloro
-pezzi stoffa imbevuti di olio essenziale lavanda o olio e. di menta
-chiodi di garofano
sabato 13 febbraio 2016
Oro e impatto ambientale
San Valentino, l'oro e i diamanti trionfano nei regali tra fidanzati e sposi. Simbolo dell'amore eterno, in pochi sanno il loro immane impatto ambientale e sociale. Purtroppo non se ne parla nemmeno ai corsi prematrimoniali religiosi o laici. Le fedi d'oro pesano ognuna almeno 3,5 tonnellate sull'ambiente: l'oro è infatti uno dei "più sporchi" metalli al mondo, che richiedono grandi quantità di sostanze chimiche tossiche e generano tonnellate di rifiuti. Uno pensa: un anello di pochi grammi non può inquinare troppo, e invece anche per estrarre pochi grammi di oro occorre sconvolgere interi ecosistemi, estrarre tonnellate di roccia, scindere l'oro dalla roccia con mercurio.
martedì 9 febbraio 2016
Porta la sporta!
L'altro giorno ho fatto spesa al mercato delle verdure. Porgo sempre la mia sporta di cotone al contadino, ma vedo che tanti vanno senza sporta. I contadini ti danno shopper usa e getta, piccoli o grandi, senza nemmeno pensarci. Lo stesso avviene in tanti negozietti, pescivendoli, gastronomie...
Torno a casa e mi informo: in Italia dal 2011 e poi con sanzioni dal 2014 (legge 116, art 11) non possono più essere ceduti o venduti shopper monouso in plastica. Sono permessi solo quelli leggeri e trasparenti oppure quelli biodegradabili. Al supermercato infatti questo non avviene più, mentre nei piccoli negozi o al mercato è prassi comune. Allora telefono ai vigili e segnalo la situazione.
Torno a casa e mi informo: in Italia dal 2011 e poi con sanzioni dal 2014 (legge 116, art 11) non possono più essere ceduti o venduti shopper monouso in plastica. Sono permessi solo quelli leggeri e trasparenti oppure quelli biodegradabili. Al supermercato infatti questo non avviene più, mentre nei piccoli negozi o al mercato è prassi comune. Allora telefono ai vigili e segnalo la situazione.
martedì 2 febbraio 2016
Gel fai da te, ai semi di lino
Mio marito usa spesso il gel per capelli, e fino a ieri compravamo un gel ecologico in tubetti usa e getta.
Oggi, dopo vari tentativi, sono riuscita ad autoprodurre un ottimo gel per capelli alla menta! Effetto bagnato, tenuta ottima, rifiuti zero e costo quasi zero (occorre solo comprare semi di lino e olio essenziale...ma ne bastano poche gocce!)
Ho trovato questa ricetta dal blog di Stefano Vignaroli : è un prodotto naturale, efficace, solubile in acqua, si sciacqua via facilmente.
Oggi, dopo vari tentativi, sono riuscita ad autoprodurre un ottimo gel per capelli alla menta! Effetto bagnato, tenuta ottima, rifiuti zero e costo quasi zero (occorre solo comprare semi di lino e olio essenziale...ma ne bastano poche gocce!)
Ho trovato questa ricetta dal blog di Stefano Vignaroli : è un prodotto naturale, efficace, solubile in acqua, si sciacqua via facilmente.
lunedì 25 gennaio 2016
San Francisco e le bottiglie di plastica
Mentre in Italia il governo Renzi decide di costruire 12 nuovi inceneritori, a San Francisco si vieta la vendita delle bottiglie di plastica, tout court, Già da anni sono vietati contenitori usa e getta in polistirolo, sporte di plastica,e si fa vuoto a rendere per tutto.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/24/san-francisco-divieto-alle-bottiglie-di-plastica-e-zero-waste-entro-il-2020/2401276/
Perché la plastica si ricicla solo al 45%, il resto va in inceneritore, producendo fumi tossici, Ipa, diossine.
Oppure si disperde nell'ambiente. Il mare ne è pieno.
Rinnovo l'appello agli uomini e donne di buona volontà: portiamoci sportine da casa, anche per l'ortofrutta, portiamoci contenitori da casa quando andiamo a comprare affettati, formaggi, gastronomia,gelato... prendiamo il latte alla spina, chiediamo ai nostri produttori di evitare imballaggi usa e getta di plastica, di fare vuoto a rendere, chiediamo che nelle scuole dei nostri figli,e negli uffici pubblici, non ci siano più distributori di bottigliette...ma erogatori di acqua pubblica.
Che almeno i cittadini siano sensibili a questo immane problema ambientale.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/24/san-francisco-divieto-alle-bottiglie-di-plastica-e-zero-waste-entro-il-2020/2401276/
Perché la plastica si ricicla solo al 45%, il resto va in inceneritore, producendo fumi tossici, Ipa, diossine.
Oppure si disperde nell'ambiente. Il mare ne è pieno.
Rinnovo l'appello agli uomini e donne di buona volontà: portiamoci sportine da casa, anche per l'ortofrutta, portiamoci contenitori da casa quando andiamo a comprare affettati, formaggi, gastronomia,gelato... prendiamo il latte alla spina, chiediamo ai nostri produttori di evitare imballaggi usa e getta di plastica, di fare vuoto a rendere, chiediamo che nelle scuole dei nostri figli,e negli uffici pubblici, non ci siano più distributori di bottigliette...ma erogatori di acqua pubblica.
Che almeno i cittadini siano sensibili a questo immane problema ambientale.
lunedì 18 gennaio 2016
ACQUA PUBBLICA NELLE SCUOLE!
http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/12/22/news/via-le-bottigliette-d-acqua-si-usa-solo-quella-di-rubinetto-1.12665132
Dovremmo tutti copiare il liceo tecnologico Oskar von Miller di Merano, che ha abbandonato l'uso dei distributori d'acqua in bottiglie di plastica per una soluzione più ecologica.
La giunta comunale di Merano a dicembre 2015 ha deciso di premiare la sperimentazione concedendo all'istituto scolastico superiore un contributo di mille euro. In cosa consiste l'iniziativa è presto detto. Anzichè utilizzare il distributore di bottigliette d'acqua naturale e frizzante, la scuola ha deciso di prendere, per ora a noleggio, un erogatore d'acqua potabile che viene rifornito tramite i rubinetti della scuola e che distribuisce acqua parzialmente refrigerata, filtrata e a richiesta leggermente frizzante a insegnanti, studenti e personale non docente dietro pagamento di un importo minimo coperto dalla scuola. Nel contempo è stato eliminato il distributore di bottigliette di plastica, che forniva anche bevande alternative in lattina. Se l'esperienza dovesse rivelarsi positiva la soluzione in futuro potrebbe essere adottata anche da altre scuole. L'iniziativa verrà prossimamente presentata al consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Merano.
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