Ecco l'odg approvato all'unanimità al consiglio comunale di Faenza del 30-05-2016, e
qui il video del consiglio( odg 6, ore 2, minuti 22).
Ribadiamo che questo ODG è solo un punto di partenza e non di arrivo, ora ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo a lavorare! Attendiamo con impazienza la convocazione del Tavolo di lavoro e l'applicazione dei vari punti, come associazioni ci impegneremo perché niente di quel che è scritto resti lettera morta.
C
O M U N E di F A E N Z A
PROGETTO
PER FAVORIRE LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI, IL VUOTO A
RENDERE E
L'ECONOMIA CIRCOLARE NEL TERRITORIO COMUNALE
Il
presente documento è stato redatto su iniziativa delle associazioni
CIF
Comitato contro gli Inceneritori Faenza; Comitato Acqua Bene Comune
Faenza e comprensorio; Comitato ambiente e paesaggio di Castel
Bolognese; Comitato Brisighella Bene Comune; Comitato Debito
pubblico: decido anch'io; Circolo Legambiente Lamone di Faenza;
Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza; Fuori dal Coro;
Gruppo
Famiglie Rifiuti Zero, Gruppo
Acquisto Solidale di Faenza; Gruppo Allattando a Faenza;
Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna; Sì rinnovabili No
nucleare
e viene sottoposto al Consiglio Comunale di Faenza su proposta della
Conferenza dei Capigruppo e della Commissione III “Ambiente ed
Assetto del Territorio”.
Considerato che
In
base all’ultimo Report sulla gestione dei rifiuti in
Emilia-Romagna nel 2014 a Faenza
sono
stati
prodotti
in
media 724
kg di rifiuti pro-capite all'anno,
di
cui
344
kg di rifiuti indifferenziati;
nella
spesa quotidiana c’è
uno spreco eccessivo di materiali da imballaggio, si calcola che
ogni
anno in Italia
vengano
prodotti
circa
11 milioni di tonnellate di imballaggi;
gli
imballaggi nell'atto di produzione e smaltimento consumano grandi
quantità di materie
- prime: ad esempio per produrre 1 kg di plastica
ad esempio si consumano 4 litri di petrolio e
- 400 litri di acqua;
per produrre 1 kg di carta vergine si consumano 3 kg di risorse
vegetali, 9 kg di collanti e resine, 268 litri di acqua e energia
equivalente a 0,7 litri di petrolio;
sulla
base delle analisi merceologiche condotte dalla Regione
Emilia-Romagna nel 2014 in
- media l’8% del rifiuto urbano
indifferenziato è rappresentato da pannolini e altri ausili
assorbenti usa
e getta;
Tenuto conto che
nella
Regione Emilia Romagna la plastica viene differenziata solo al 40% e
nemmeno la metà (47%) di quella differenziata viene riciclata,
quindi complessivamente solo il 19% della plastica buttata viene
riciclata (dati Arpae, Atersir, Conai);
il
restante
81% viene avviato
a incenerimento o a smaltimento in discarica con
notevoli ripercussioni ambientali e sulla qualità dell'aria che
respiriamo;
lo
stesso riciclo impegna risorse energetiche e non tutti i materiali
possono riciclarsi infinite volte;
lo
smaltimento dei rifiuti impegna ingenti risorse economiche che
vengono sottratte a tutta la comunità.
Riconosciuto che
la
prevenzione dei rifiuti, come bere acqua di rubinetto, portarsi il
contenitore e la sporta da
- casa, comprare alla spina, usare
pannolini lavabili, fare vuoto a rendere, sono semplici azioni
virtuose che vanno sostenute, promosse e incentivate da ogni
amministrazione. All'estero (Olanda, Germania...) si praticano già
da decenni. Anche in Italia molti Comuni Virtuosi sostengono
progetti di questo tipo, seguendo la strategia Rifiuti Zero;
la
Legge Regionale
16/2015
impegna tutti i comuni a raggiungere
almeno il 73% di RD nel
- 2020, e il 20-25% di riduzione a monte dei
rifiuti urbani e una produzione pro-capite massima di 150 kg di
rifiuti non inviati a riciclaggio;
la
medesima Legge Regionale 16/2015 prevede un fondo di incentivazione
alla trasformazione
- del servizio e alla riduzione dei rifiuti con
una linea specifica di finanziamento ai progetti comunali di
riduzione della produzione di rifiuti;
a
Faenza, secondo il Piano d'ambito per la gestione dei rifiuti
urbani, si è finalmente scelto di
- puntare sul porta a porta misto
che, dopo la fase di avvio, troverà ulteriori miglioramenti a
partire dalla tariffazione puntuale;
anche
il collegato ambientale art.219 bis approvato in Parlamento nel
dicembre 2015 e in
- attesa di decreto attuativo, prevede incentivi
alla sperimentazione del vuoto a rendere con cauzione per birra e
acqua minerale.
Visto
che nel nostro territorio negli ultimi anni:
i
gestori hanno chiuso tutti i distributori
di latte crudo alla spina
che erano presenti in città;
i
piccoli produttori di miele, latte, conserve o succhi che facevano
vuoto a rendere non
- praticano più questa azione e sono tornati
all'usa e getta. I produttori lamentano che non c'è chiarezza
sulle regole igienico sanitarie e sulle procedure Haccp da seguire.
Il problema è anche economico: i piccoli produttori non possono
permettersi grandi e costose
autoclavi e non sanno se ci sono mezzi alternativi;
nei
mercati del contadino e in alcuni negozi si continuano a distribuire
shopper in plastica non trasparente in violazione della Legge
116/2014;
nonostante
l'eccellente qualità dell'acqua faentina, in molte mense
lavorative, aziendali e commerciali si utilizza acqua in
bottigliette da
1/2 litro; in tutte le scuole faentine ci sono distributori di
bottigliette di acqua e bibite zuccherate, totalmente in
contrapposizione con l'educazione ambientale e alla salute che si
vuole dare ai bambini e ai ragazzi;
la
maggior parte dei bar e dei ristoranti non somministra acqua di
rubinetto e utilizza bustine monodose di zucchero. L'Unione dei
consumatori ha calcolato uno spreco annuale (in Italia) di 7000
tonnellate di zucchero buttato oltre alla carta;
la
carta nella pubblica amministrazione e nelle scuole è il più delle
volte vergine e non riciclata e non proveniente da foreste gestite
in maniera responsabile.
Si
chiede al Comune di Faenza di:
creare
un tavolo di confronto permanente sui temi della gestione
consapevole dei rifiuti che coinvolga l’Amministrazione comunale,
le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria, l’Ausl,
le autorità competenti, i rappresentanti di mercati diretti,
piccoli produttori e commercianti;
promuovere,
sostenere e se possibile incentivare tutti quei produttori e quelle
attività che fanno vuoto a rendere con cauzione, che vendono
prodotti sfusi, alla spina o senza imballaggi;
chiarire,
con
tutti gli stakeholder interessati, quali
sono le procedure e le norme igienico sanitarie da seguire per fare
il vuoto a rendere del vetro, per i vari alimenti (birra, latte,
marmellata, miele...) e quali macchinari sono adatti a sterilizzare
i vuoti. Il tutto calato nella realtà della piccola distribuzione
locale, che non può permettersi grandi e costosi macchinari;
coinvolgere
rappresentanti della GDO (grande distribuzione) per promuovere
progetti di riduzione degli imballaggi, anche nei supermercati;
sensibilizzare
con campagne informative i cittadini a portarsi le sporte da casa,
anche quelle necessarie all'ortofrutta, evitando così lo spreco di
nuovi shopper in nylon usa e getta. I mercati diretti e i
supermercati potrebbero far pagare 0,20 cent gli shopper per
l'ortofrutta, incentivando così i clienti a portarsi da casa tutte
le sportine necessarie, secondo il progetto Porta la Sporta
http://www.portalasporta.it;
sensibilizzare
i cittadini a portarsi il contenitore (pulito e richiudibile) da
casa, laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in
macelleria, in
gastronomia,
in
pescheria,
in
gelateria,
ecc;
controllare
maggiormente i mercati diretti ortofrutticoli e i negozi affinché
non vengano più distribuiti shopper in plastica non trasparente
vietati dalla Legge 116/2014;
sensibilizzare
i bar, gli alberghi, i Bed
& breakfast e altri punti di consumo a sostituire le
bustine
- monodose
di zucchero, miele e marmellata, con dosatori. (Sono infatti vietate
unicamente le zuccheriere apribili, mentre i dosatori si possono
usare,
come chiarito nella
risoluzione
del Ministero delle Attività Produttive n.
769422 del 28 maggio 2004);
promuovere,
sostenere e, se possibile, incentivare le attività (bar, mense,
ristoranti,
ecc.)
che
utilizzano e propongono acqua dal rubinetto (o tramite impianti di
microfiltraggio) ai propri clienti;
promuovere,
sostenere e se possibile incentivare le scuole che decidono di non
rinnovare gli appalti per le macchinette distributrici di acqua e
bibite in bottiglia, invitando tutti a bere acqua dal rubinetto e
portarsi borracce da casa. Sostenere le scuole che vogliono dotarsi
di erogatore e/o impianti di microfiltraggio di acqua potabile;
sensibilizzare
i cittadini e i negozianti affinché sappiano che ci si può portare
il contenitore da
- casa laddove si vendono prodotti sfusi da bancone
come in macelleria, gastronomia, pescheria, gelateria, ecc;
patrocinare
l'iniziativa Disimballiamoci ideata dalle associazioni scriventi,
divulgarla e promuoverla anche tramite le associazioni di categoria;
valutare
lo stato degli acquisti diretti dell'Amministrazione Comunale,
secondo la procedura GPP (Green Public Procurement), per migliorare
il mix di prodotti riciclati e con minor impatto ambientale;
effettuare
e pubblicizzare la raccolta
differenziata in tutti i luoghi pubblici;
promuovere,
sostenere e se possibile incentivare gli organizzatori delle feste
(sagre, feste scolastiche,
ecc)
affinché si dotino di bicchieri e stoviglie lavabili e
riutilizzabili
o,
se questo non è possibile,
biodegradabili, redigendo un apposito vademecum scaricabile dal sito
del Comune;
promuovere,
sostenere e se possibile incentivare l'acquisto di pannolini
lavabili, ad esempio con buoni sconto spendibili in tutti i negozi
del territorio comunale
che trattano tali merceologie;
favorire l'uso dei pannolini lavabili anche nei nidi comunali
coinvolgendo le mamme volontarie del Gaaf
(Gruppo Allattando A Faenza)
che gestiscono la “pannolinoteca” comunale;
sensibilizzare
la cittadinanza nei confronti della produzione dei rifiuti dovuti
agli assorbenti igienici; informare donne in età fertile delle
alternative quali coppette mestruali e assorbenti igienici lavabili;
promuovere il loro utilizzo;
prendere
spunto dalle idee di realtà che da anni stanno già lavorando con
ottimi risultati su questi temi anche confrontandosi direttamente
con essi e coinvolgendoli in prima persona;
promuovere,
tramite tutti i mezzi a disposizione dell’amministrazione, anche
con la collaborazione di associazioni presenti sul territorio, una
dettagliata formazione dei cittadini (anche nelle scuole)
sensibilizzando
ai benefici etici, culturali, ambientali e sanitari insiti nella
riduzione dei rifiuti e della loro gestione quotidiana.
Il
presente Ordine del Giorno impegna l'Amministrazione Comunale a
predisporre progressivamente i necessari e opportuni atti
deliberativi per il raggiungimento di questi obiettivi.