giovedì 11 luglio 2019

Plastic free è uno slogan che funziona ma attenti agli effetti collaterali


 Ne parliamo con Silvia Ricci responsabile campagne dell’Associazione Comuni Virtuosi
A distanza di dieci anni dal lancio della tua prima campagna nazionale “Porta la sporta” , che per prima ha fatto informazione sull’inquinamento da plastica dei mari collegandolo con gli stili di vita e di consumo usa e getta, che cosa è cambiato da allora?
La risposta non può essere univoca. E’ cambiato  tantissimo a livello di percezione della gravità del problema con un’escalation incredibile negli ultimi due anni.  Nonostante questa maggiore sensibilità i progressi conseguiti nella riduzione o nell’attenuazione del problema non sono, purtroppo, ancora rilevabili.
La cosiddetta “storia di successo dell’Italia” nelle politiche di riduzione che continuiamo a leggere sui media è poco più di una vittoria di Pirro. Se il consumo di sacchetti di plastica si è più che dimezzato , nei supermercati -dove si è verificata la maggiore riduzione- abbiamo ancora un 35% circa di consumo di sacchetti monouso biodegradabili .

venerdì 21 giugno 2019

Anche Marradi Plastic Free!

Aumentano i comuni che si dichiarano plastic free!

Il 13 giugno anche il sindaco di Marradi (Fi), paese di montagna tra Romagna e Toscana, famoso per la sagra della castagna, ha emanato un'ordinanza plastic free.
L'ordinanza è stata adottata dal Comune dopo un percorso condiviso, iniziato con un’assemblea con i commercianti diversi mesi fa e proseguito con associazioni di categoria, sindacati e Consulta delle associazioni. Basta con la plastica monouso, sì invece a piatti, posate, bicchieri, cannucce e contenitori per alimenti in materiale biodegradabile e/o compostabile: dal 1° settembre per associazioni ed enti e sagre e feste pubbliche; dal 1° ottobre per esercenti, ristorazione, attività di servizio e artigianali; dal 1° gennaio 2020 per attività commerciali. Queste, nello specifico, le disposizioni: - le associazioni e gli enti, in occasione di feste pubbliche e sagre, a decorrere dal 1 settembre 2019, potranno distribuire al pubblico, visitatori e turisti, esclusivamente piatti, posate, bicchieri, cannucce e contenitori per alimenti, non preconfezionati alla produzione, monouso in materiale biodegradabile e/o compostabile; -gli esercenti, le attività di servizio, le attività artigianali e quelle di ristorazione, con o senza somministrazione di alimenti e bevande, presenti sul territorio comunale, a decorrere dal 1 ottobre 2019, agli utenti ed agli avventori potranno distribuire esclusivamente piatti, posate, bicchieri, cannucce e contenitori per alimenti non preconfezionati alla produzione, monouso in materiale biodegradabile e/o compostabile, oppure materiale non monouso lavabile (es. ceramica, vetro, vetroceramica, acciaio inox, legno, ecc…); -le attività commerciali, a decorrere dal 1 gennaio 2020, potranno vendere esclusivamente piatti, posate, bicchieri, cannucce e contenitori per alimenti non preconfezionati alla produzione, monouso in materiale biodegradabile e/o compostabile, oppure materiale non monouso lavabile (es. ceramica, vetro, vetroceramica, acciaio inox, legno, ecc…).(https://www.gonews.it/2019/06/15/marradi-plastic-free-scelta-storica-del-comune-mugellano
http://www.comune.marradi.fi.it/eventi-notizie/ordinanza-sindacale-n3-2019
Cosa aspettano i nostri comuni a fare altrettanto? Chiediamolo a gran voce ai nostri sindaci, con petizioni, lettere, manifestazioni!
Chiediamo ordinanze che vietino la plastica usa e getta (compresi i bicchieri) nelle sagre, nei bar, nei negozi.
Nel 2021 tanti prodotti in plastica usa e getta (ma non i bicchieri) saranno vietati dalla UE. L'ambiente non può aspettare.
Comuni d'Italia dichiaratevi PLASTIC FREE!!!


sabato 13 aprile 2019

E-circular, le Università europee in rete per ridurre la plastica


Risultati immagini per plastic free

“Con uno slogan si può dire che l’economia circolare non è sufficiente, oltre a costruire processi circolari si deve ridurre il diametro del cerchio.” Così  Alberto Bellini, docente del Dipartimento Ingegneria Elettronica all’Università di Bologna, spiega ilprogetto E-circular di cui è coordinatore. Il progetto è promosso da Climate-kic, la comunità nata per promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire lo sviluppo e la creazione di una società zerocarbon. La Climate KIC, riunisce più di 180 soggetti - università, enti di ricerca, imprese e amministrazioni. Vi sono anche alcune note multinazionali, che, come afferma Bellini: “purtroppo cercano di usare Climate-KIC per fare “greenwashing”, questo è deprecabile. Noi scienziati dobbiamo comunque sfruttare gli strumenti che la comunità europea ci mette a disposizione per affrontare le sfide ambientali e climatiche. La nostra ricerca è finanziata dall’Unione Europea al 100%.”
Tra le università coinvolte, oltre quella di Bologna, anche il Wuppertal Institute (Germania), la Lund University (Svezia), il Montanuniversitaet Leoben (Austria) ed Ecomatters (Olanda) e una ventina di altri partner. Iniziato a marzo 2018, il progetto è concentrato su tre principali linee di azione: ecodesign dei prodotti plastici per sostituire i prodotti non riciclabili con materiali riciclabili e biodegradabili; tecnologie digitali per promuovere la tracciabilità; una serie di regole per ridurre gli ostacoli al riuso dei materiali, promuovere le sostituzioni di prodotti con servizi e politiche fiscali a favore della riduzione e riciclo dei prodotti plastici.
Secondo alcuni dati, nel 2015 in Europa sono state prodotte oltre 49 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Ma solo il 5% delle nuove plastiche immesse nel mercato proveniva dal riciclo: un mancato riuso che si traduce in un buco da 105 miliardi di euro l’anno in tutta Europa.
“Oggi, oltre il 40% dei materiali plastici, raccolti in forma differenziata, vengono inceneriti.”racconta Alberto Bellini. “Questa soluzione è insostenibile, perché l’energia dovrebbe essere prodotta solo da fonti rinnovabili a zero emissioni. D’altra parte puntare solo sul riciclo non basta. La plastica non è riciclabile all’infinito, e quindi rimane il problema di cosa succederà a quell’oggetto riciclato una volta arrivato a fine vita. Riciclare non è sufficiente per rispettare gli obiettivi di Parigi (aumento massimo della temperatura media di 2 gradi, rispetto all’epoca pre-industriale). L’unica soluzione è ridurre la produzione di materiali plastici. ” 
Il compostabile usa e getta, viene considerato una soluzione interessante per ridurre la presenza di derivati dal petrolio nei prodotti plastici, ma come approfondisce Bellini “oggi non ci sono soluzioni che garantiscano la totale eliminazione di derivati del petrolio nelle bio-plastiche, e al tempo stesso non ci sono bio-plastiche completamente biodegradabili in mare. È una soluzione transitoria, ma non può essere una soluzione “definitiva”,  a meno di innovazioni tecnologiche. Il programma eCircular si concentra su questa ultima parte: programmi di ricerca per nuove bio-plastiche, interamente organiche e biodegradabili.”
 “La plastica ci circonda, viene usata ovunque, dal settore degli imballaggi, all’industria automobilistica, ai dossi stradali, fin al settore del’abbigliamento e dell’edilizia. La Pianura Padana viene chiamata la ‘packaging valley’ per l’enorme industria degli imballaggi presente” sottolinea la professoressa Alessandra Bonoli, del DICAM di Bologna(Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali).”Dobbiamo prevenire la sua creazione con materiali diversi come il vetro, i metalli e pratiche come il vuoto a rendere, la vendita di prodotti senza imballaggi”.
In Italia i progetti di vuoto a rendere (riuso del contenitore) esistono ma non sono così diffusi come all’estero, si scontrano con ostacoli e burocrazia, e con un modello di raccolta di rifiuti che non facilita la transizione. Alberto Bellini ci spiega perché: “In Italia i Comuni si fanno carico della raccolta di tutti i rifiuti e guadagnano dal riciclo. La responsabilità estesa dei produttori di imballaggi viene esercitata attraverso un consorzio (CONAI) che fornisce ai Comuni un corrispettivo proporzionale alla quantità e qualità degli imballaggi raccolti. Mentre all’estero (Austria e Germania, ad esempio), viene adottato un modello di raccolta rifiuti “duale”, ovvero i produttori di imballaggi si fanno direttamente carico della raccolta degli imballaggi a fine vita, mentre i Comuni raccolgono i rifiuti a esclusione degli imballaggi. Un sistema di questo tipo tende a dare maggiore responsabilità ai produttori, che preferiscono modelli come il vuoto a rendere e il deposito cauzionale: l’utente finale viene incentivato a riconsegnare gli imballaggi. In Germania anche i contenitori di PET per le bevande, restituiti all’esercente, vengono igienizzati e riutilizzati per la stessa bevanda o azienda.”

martedì 11 dicembre 2018

DISIMBALLIAMOCI...è arrivato il regolamento!!!

DISIMBALLIAMOCI
Progetto di riduzione degli imballaggi rivolto ai pubblici esercizi di Faenza
Iniziativa promossa dal Comune di Faenza in collaborazione con le associazioni promotrici (Circolo Legambiente Lamone, l’Associazione Gruppo Acquisto Solidale di Faenza, Rete rifiuti di Faenza Emilia-Romagna).
Obiettivi generali
  • Ridurre la produzione di rifiuti urbani
  • Ridurre lo spreco alimentare sia nella fase di produzione che in quella di commercializzazione del prodotto
  • Riusare i beni a fine vita
  • Favorire la raccolta differenziata con riciclaggio dei rifiuti raccolti
Obiettivo iniziale
  • Ridurre gli imballaggi presso le attività commerciali e produttive
Interessati
  • Bar, Gelaterie, Negozi alimentari, Pubblici esercizi della città
Come aderire
L’esercente deve presentare domanda utilizzando il modulo scaricabile dalla pagina web dedicata:
http://www.comune.faenza.ra.it/Amministrazione/Bandi-ed-avvisi-diversi/Presentazione-domande-per-l-adesione-all-iniziativa-Disimballiamoci!-Verso-rifiuti-zero
Il modulo per la domanda di adesione è allegato al termine dell’articolo.
L’adesione all’iniziativa, da presentarsi  entro il 15 dicembre o 31 maggio, è annuale e tacitamente rinnovata ogni anno.
La domanda di adesione deve essere fatta pervenire con una delle seguenti modalità:
  • per posta raccomandata, posta celereal seguente indirizzo: Unione della Romagna Faentina – ServizioArchivio – Piazza del Popolo n. 31 – 48018 FAENZA (RA);
  • mediante consegna a mano o corriere presso la sede dell’Unione della Romagna Faentina – Servizio Archivio – Piazza del Popolo n. 31 – 48018 FAENZA (RA), all’Ufficio Archivio-Protocollo, 1° piano, e presso il Comando Polizia Municipale, Via Baliatico n. 3, Faenza, al di fuori degli orari d’ufficio;
  • tramite PEC (Posta Elettronica Certificata), al seguente indirizzo: pec@cert.romagnafaentina.it
Incentivi all’adesione
L’adesione al progetto, attestata dall’esposizione della vetrofania “DISIMBALLIAMOCI VERSO I RIFIUTI ZERO”, comporta un premio proporzionato all’intensità delle azioni virtuose messe in atto dall’esercente secondo il seguente schema:
   azioni base, vetrofania con 1 bollino verde, sconto del 5% sulla componente variabile TARI;
   azioni base e ulteriori, vetrofania con 2 bollini verdi e uno sconto del 10% sulla componente variabile TARI;
  azioni base, ulteriori ed extra, vetrofania con 3 bollini verdi e uno sconto del 15% sulla componente variabile TARI.
Azioni virtuose per bar, gelaterie e pubblici esercizi
Base
Utilizzo di buste biodegradabili o di stoffa riusabile da consegnare ai clienti al momento dell’acquisto, evitando quelle in nylon
Servire acqua solo da bottiglie di vetro, o da erogatori, o acqua del rubinetto
Posizionare nel locali dell’esercizio contenitori per effettuare la raccolta differenziata
Ulteriori
Caffè: utilizzo di cialde biodegradabili o macinare i grani. Non utilizzare cialde monodose
Zucchero: adottare la dosatrice al posto delle bustine monodose
Alimenti da asporto: utilizzo di coppetti o di contenitori compostabili
Extra
Adottare il vuoto a rendere per contenitori di acqua minerale e birra
Azioni virtuose per negozi alimentari
Base
Utilizzo di buste biodegradabili o di stoffa riusabile da consegnare ai clienti al momento dell’acquisto, evitando quelle in nylon
Invito rivolto ai clienti a portarsi da casa le buste riusabili
Fornire contenitori biodegradabili da asporto
Ulteriori
Vendita di prodotti sfusi o alla spina
Extra
Vuoto a rendere dei contenitori

moduli scaricabili qui http://www.comune.faenza.ra.it/Amministrazione/Bandi-ed-avvisi-diversi/Presentazione-domande-per-l-adesione-all-iniziativa-Disimballiamoci!-Verso-rifiuti-zero

martedì 7 agosto 2018

Giovedì ecologisti e...antirazzisti!!



E mentre in Italia il clima si arroventa di deliri razzisti contro i rom, pronunciati da capotreni,ministri, sociologi...a Faenza iniziano i "giovedì ecologisti e anti-razzisti": sotto la bandiera della pace, italiani, rom, albanesi e cittadini del mondo, tutti insieme ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo a pulire i parchi, un gesto simbolico e concreto, di rispetto per la natura e per la comunità. In barba ai razzisti, ai perbenisti e agli ipocriti... che vengano a pulire con noi 😉

Ecco il calendario (volta per volta sarà riconfermato, quindi tenete d'occhio il blog!!)


I Giovedì ecologisti e antirazzisti
famiglie italiane, rom e immigrate ripuliscono i parchi di Faenza
(portate solo mani, buona volontà e buon umore! Guanti, cappelli, pinze sono forniti da Legambiente)
(Benvenuti tutti, di ogni età, di ogni paese!)

giovedì 9 agosto parco Bertozzi,
giovedì 16 agosto parco Tassinari,
giovedì 23 agosto parco Calamelli,
giovedì 30 agosto (da definire),
giovedì 6 settembre parco Mita.
Sempre dalle 18.30 alle 19.30...

giovedì 19 luglio 2018

Montefiore di Recanati, terra vs cemento...uno a zero!

Il rapporto Ispra 2018 ci parla di un'Italia sempre più cementificata, nuove case, nuove strade, al ritmo di 2 metri quadrati al secondo: eppure a Montefiore, mio babbo è riuscito a riportare terra coltivata laddove c'era cemento, con un atto di sana follia e resistenza civica!  Ecco le foto e la sua testimonianza...

martedì 3 luglio 2018

Pannoli lavabili anche in vacanza?

Quest'anno siamo stati con i nostri 4 bimbi in Alto Adige, Renon, come al solito in treno e senz'auto. Nel preparare la valigia, che doveva essere il più possibile leggera, mi sono posta la fatidica domanda: metto o non metto i pannoli lavabili? All'inizio pensavo di no, troppo brigoso in un residence senza lavatrice. Ma poi ci ho provato,anche perché ormai mettere un pannolo usa e getta e buttarlo mi innervosisce e mi affatica (molto spesso è l'abitudine a rendere un'azione leggera o faticosa!!!).