domenica 3 settembre 2017

Lavoretti creativi o lavoretti rifiutosi?

Risultati immagini per lavoretti a scuola
Sto sgombrando un armadio e al di là di tanta carta da buttare (per fortuna riciclabile) ho trovato mio malgrado tanta indifferenziata: per lo più lavoretti rotti fatti a scuola dai miei figli. Questi in particolare, mi fanno innervosire. Sono contraria alla moda dei LAVORETTI CREATIVI, lavoretti che per lo più sono pensati, ideati e fatti dalle stesse maestre, per far bella figura coi genitori, bypassando i bambini e le loro passioni, le loro abilità. Lavoretti che durano il tempo di una settimana, per lo più si riducono a cianfrusaglie indifferenziate e abituano i bambini all'idea dell'usa e getta. Mettere insieme materiali nuovi, riciclabili, vergini (carta, plastica, alluminio), incollandoli con colla vinilica, tempera e altro...per creare infine un oggetto poco durevole, pressoché inutile, e che verrà presto gettato nell'indifferenziata, che senso ha? E' artistico? educativo? 
Spesso le maestre chiedono di portare a scuola pacchi di cotton fioc, oppure bottigliette di plastica, oppure bicchieri e piatti di plastica usa e getta. Cosa ne fanno? Indecifrabili lavoretti che si rompono nel giro di poco...le cui parti non si dividono, e vanno gettati nell'indifferenziata. 
Ad esempio: una busta di plastica con dentro acqua, brillantini, stelline e pezzetti di plastica colorata, oltre a materiale vegetale che si ammuffisce e bisogna buttare tutto...ma dove?. Una bottiglia di plastica con dentro acqua colorata e stelline di plastica. Un foglio dove sono incollati cotton fioc a forma di scheletro. Un piatto di plastica colorato con tempera, imbrattato con colla, a forma di fiore...che si rompe quasi subito e poi dove va? 
In ludoteca la tempera, la colla, i bottoncini e altri materiali vengono presentati ai bambini dentro bicchieri e piatti di plastica usa e getta, che poi verranno buttati indistintamente nel sacco nero. Che tipo di messaggio passa? che l'arte è disinteresse verso tutto il resto? che l'arte e la creatività aderiscono alla mentalità usa e getta?
Non sarebbe meglio progettare laboratori a impatto zero o quasi? Semplificare, pensare come pensa un bambino, che non ha bisogno di chissà che per divertirsi! Pensare sempre, prima di progettare un laboratorio, quale può essere l'impatto ambientale, quali altri materiali usare, come rendere riciclabile il tutto nel caso diventasse un rifiuto?
Perché la scuola non torna  a insegnare ai bambini le arti antiche, con materiali semplici, che hanno da sempre accompagnato l'umanità? falegnameria, cucina, pittura, ricamo, uncinetto, origami, giardinaggio, orticoltura...
E se proprio la colla va usata...meglio usare la colla biodegradabile compostabile (coccoina) o meglio ancora la colla fai da te (acqua, sale farina)!

domenica 6 agosto 2017

Come sopravvivere al caldo senza rifiuti né sprechi?

Ecco come sopravviviamo al caldo cercando di non sprecare energia e acqua, nel nostro piccolo appartamento in affitto che purtroppo non ha nulla di bioedilizia... 
-Docce e bagnetti freddi, frequenti e divertenti per i bimbi, ma l'acqua non va sprecata, perché recuperata tramite catini...e poi utilizzata nel water al posto dello sciacquone. Stessa cosa nel lavello, per lavarsi mani o denti, l'acqua viene recuperata con catino e secchio, (talvolta poi, nei catini spuntano navi costruite dai bimbi!) 

venerdì 4 agosto 2017

Famiglie a rifiuti zero anche in Austria!

Ecco quello che ci scrive la famiglia di Evelyn Rath, famiglia a rifiuti zero austriaca!

"Siamo una famiglia austriaca – mamma, papà e quattro figlie di 11, 6, 4 e quasi 2 anni – e viviamo da più di un anno a zero rifiuti. Va detto che la nostra vita è da sempre un po‘ caotica, il budget è limitato e i lavori domestici non finiscono mai. Quindi all’inizio non sapevamo fino a che punto avremmo potuto avvicinarci alla nostra metà, ma volevamo affrontare questa bella sfida. Dopo un periodo intenso di ricerche ed esperimenti con pochi flop e tanti momenti di sopresa abbiamo trovato una nuova routine e non vorremmo più tornare indietro.
Costa troppo? No! Oggi spendiamo di più per gli alimentari, ma risparmiamo enormemente con  pannolini di stoffa, libri dalla libreria, vestiti di seconda mano e la rinuncia ad un consumismo esagerato.
Prende troppo tempo? Dipende. Abbiamo trovato un contadino che ci consegna ogni settimana frutta, verdura, uova, succi di frutta e prodotti lattici a casa. Possiamo restituirgli le bottiglie e i barattoli di vetro che veranno lavati e riusati.  In cantina abbiamo un grande stock di bukeye, soda, bicarbonato di soda, aceto, xilitolo, olio di cocco e burro di karitè per poter fare i nostri cosmetici, polvere dentale, prodotti per la pulizia e detersivi. In fin dei conti è meno stressante produrre il necessario in casa che fare la spesa con quattro bambini! Inoltre dà una bella soddisfazione.
Nel nostro paese ci conoscono, al supermercato le commesse ormai sanno che vogliamo il pane direttamente nel nostro sacchetto di lana,  e formaggio e carne nella nostra scatola in acciaio inox. Mai una reazione negativa, anzi. I nostri bambini si sono abituati alla vita senza rifiuti, non gli manca niente. Alla figlia adolescente lasciamo la libertà di scegliere come spende la sua paghetta, non pensiamo che i divieti siano utili. Condividiamo le nostre esperienze sul blog http://zerowastegrossfamilie.blogspot.co.at/ perché vogliamo dimostrare che ognuno, pure le famiglie numerose, hanno la possibilità di scegliere una vita a zero rifiuti.



                                         





martedì 7 marzo 2017

Come evitare le crocchette industriali?


Un tempo compravamo le crocchette industriali, ma poi ho letto una statistica: i gatti domestici (tramite crocchette) mangiano più tonni degli squali. Un docile gattino che divora più mucche di un lupo e sbrana più tonni di un'orca? Che impressione!
Per non parlare dei coloranti, dei conservanti, degli aromi che rendono il gatto dipendente e incapace di mangiare altro, del lungo processo industriale, dei trasporti, ecc...Mi è sembrato un tantino esagerato e ho provato a cambiare. A dirla tutta, ho parlato con Bagheera, le ho chiesto se voleva diventare vegetariana come me, ma non è stata del parere!
Allora mi sono documentata: i felini a differenza dei canidi non sono onnivori, quindi hanno bisogno essenzialmente di carne o pesce, non c'è verso.  
Così abbiamo iniziato a dare alla gatta un po' di pesce e carne, avanzi dei nostri piatti. 

giovedì 5 gennaio 2017

Impatto zero-Vademecum per famiglie a rifiuti zero



Impatto Zero di Linda Maggiori
Impatto Zero, vuole essere un sassolino negli ingranaggi del sistema, un invito al cambiamento, un vademecum per famiglie che tendono ai rifiuti zero e che cercano di vivere senz'auto. Intreccia le nostre personali esperienze, (dal vivere senz'auto all'autoproduzione, dalla riduzione dei rifiuti al forno solare, dalla compostiera autocostruita in terrazzo al risparmio dell'acqua, dalle ricette alla descrizione dei sentieri montani raggiungibili coi mezzi pubblici), con le politiche e con i progetti per un futuro sostenibile, realizzati in Italia e nel mondo. Dal 12 gennaio nelle librerie, già acquistabile on line.

“La parte ricca del mondo è a un bivio. Deve decidere se continuare a saccheggiare il pianeta per i propri privilegi o imboccare la strada dell’equità e della sostenibilità. Questo libro indica come cominciare ad assumerci le nostre responsabilità a partire dalla quotidianità”.
Francesco Gesualdi

“Il libro, di agevole e piacevole lettura, intreccia le ricette per la famiglia alle esperienze collettive, dunque politiche (…) Linda e i suoi hanno fondato il gruppo «famiglie senz’auto» e quello «famiglie a rifiuti zero»: e il libro spiega come si riesce quasi ad azzerare perfino rifiuti riciclabili.”
Marinella Correggia 


“Se non vogliamo bruciare il futuro dei nostri bambini dobbiamo smettere di produrre rifiuti. Linda è stata preziosa con la sua esperienza per farci capire tutto questo. Il suo libro ci fa capire ancora di più di come sia giunto il momento di far pace con il nostro pianeta”.

Rossano Ercolini